Prima Accoglienza

E’ ARRIVATO UN ALUNNO DA UN PAESE LONTANO: 

COSA FARE ?

PRIMA ACCOGLIENZA ALLA FAMIGLIA

Predisporre i moduli di iscrizione ed i modelli per comunicazioni in varie lingue
Acquisire prime informazioni sulla scolarità
Comunicare gli orari  di funzionamento della scuola ed il calendario scolastico
Consegnare i libretti dell’accoglienza 
Fissare un appuntamento con l’insegnante
Chiedere informazioni sulla dieta
Compilare la scheda informativa

PRIMA ACCOGLIENZA  AL BAMBINO

Organizzare un primo approccio col bambino con l’aiuto di un “ interprete” a lui noto
Nominare una classe di appoggio
Progettare un momento di accoglienza con i compagni
Sensibilizzare il personale non docente ed informarlo dei nuovi arrivi
Somministrare prove non verbali e far compilare eventuali questionari bilingue
Convocare la commissione Intercultura per valutare in quale classe iscrivere lo scolaro

DOPO L’INSERIMENTO
Presentare le insegnanti ed i compagni  (se la classe d’inserimento è diversa da quella di appoggio)
Alla prima assemblea di classe sensibilizzare i genitori all’accoglienza
Illustrare l’orario delle lezioni della classe
Comunicare l’elenco del materiale occorrente
Organizzare le lezioni di Italiano come L2
Predisporre nella scuola cartellini con il nome degli oggetti
Consegnare alle insegnanti: 
1.    una copia della scheda informativa relativa all’alunno
2.    una copia della scheda informativa  relativa al paese d’origine
3.    i moduli bilingue per le comunicazioni scuola/famiglia/scuola
Prendere contatti con le varie agenzie educative per favorire la fruizione da parte degli alunni neoarrivati ai vari servizi  che offre il territorio (Biblioteca, Attività sportive, A.S.L…) e per promuovere iniziative di supporto (C.A.G., Centri di Ascolto, Volontari…)
COME PREDISPORRE IL PIANO D’INTERVENTO PER INSEGNARE L’ITALIANO L2

Il primo passo è quello di accertare i prerequisiti del bambino:

•    la scolarità e le discipline presenti nel piano di studi scolastico del paese d’origine 
•    i metodi di insegnamento (educativi e didattici) che sono stati attuati nelle scuole da lui frequentate
•    la conoscenza dei grafemi e dei fonemi della lingua italiana
•    il livello di conoscenza della L2 parlata e scritta
•    le caratteristiche della L1: usa simboli grafici o ideogrammi? 
il bambino la padroneggia a livello sia scritto      che orale?
(ricercare alcune notizie sulla struttura dellaL1)
•    le conoscenze linguistiche relative ai genitori


Riporto alcuni esempi per chiarire meglio quanto esposto sopra

Un alunno cinese neoarrivato che padroneggia la sua lingua anche a livello scritto dovrà confrontarsi con i nostri grafemi e fonemi e dovrà rendersi conto che possono dare origine a parole diverse ( in L1 un solo ideogramma poteva simboleggiare un’intera parola-frase)

Un alunno nato e vissuto all’estero da genitori italiani, può conoscere la nostra lingua parlata (spesso solo relativamente a determinati contesti di conversazione familiare), ma non è in grado di leggerla e scriverla.

Un ragazzo indiano o arabo che sa scrivere e leggere nella lingua d’origine dovrà tradurre i suoi simboli grafici nel nostro alfabeto, ma sarà facilitato dal fatto di conoscere già i meccanismi che sottostanno all’apprendimento di una lingua scritta.

Tutti i ragazzi stranieri che devono imparare per la prima volta a leggere e a scrivere in una lingua non conosciuta anche dai genitori , non potranno contare sul loro aiuto, neppure durante la fase dell’esercizio iniziale.

 A cura dell’insegnante Lorenza Scarinzi
 

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